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Ratificare la Convenzione de La Valletta per tutelare il nostro patrimonio archeologico

Archeologi_al_lavoro.1195719207Oggi con Nicola Fratoianni e Giancarlo Giordano, miei colleghi in Commissione Cultura, abbiamo depositato la proposta di legge per la ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela del patrimonio archeologico firmata dal nostro Paese a La Valletta nel 1992. A 21 anni di distanza infatti solo l’Italia e San Marino, tra i firmatari, non l’hanno ancora ratificata. Mentre ben 41 Stati membri del Consiglio d’Europa hanno già reso operativo l’accordo sul proprio territorio.

In questi anni è stato accumulato un ritardo nella modernizzazione dell’archeologia, che ha mortificato le competenze del settore e messo fortemente in discussione il ruolo di leadership dell’Italia nel campo della tutela, che un tempo le era internazionalmente riconosciuto.

La Convenzione ha come obiettivo primario la conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico nelle politiche urbane e di pianificazione: riguarda principalmente le modalità di collaborazione tra archeologi, urbanisti e pianificatori. Formula degli orientamenti sul finanziamento dei lavori di scavo, di ricerca e di pubblicazione di risultati ottenuti.

Nel corso della XIII legislatura era stato proposto al Senato un disegno di legge di ratifica che non ha avuto seguito. Alla stessa maniera gli ex ministri per i Beni e le Attività Culturali, tra cui l’ultimo in ordine di tempo Lorenzo Ornaghi, hanno sempre inserito la ratifica della Convezione tra le priorità del dicastero, ma senza mai darvi seguito. Una petizione dell’ANA (Associazione nazionale archeologi) del settembre 2011 ha raccolto oltre 1800 firme a sostegno della richiesta di ratifica della Convenzione da parte dell’Italia.

La Convenzione, che ha sostituito la precedente Convenzione di Londra del 1969, ha come obiettivo primario la conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico nelle politiche urbane e di pianificazione: riguarda principalmente le modalità di collaborazione tra archeologi, urbanisti e pianificatori. Formula degli orientamenti sul finanziamento dei lavori di scavo, di ricerca e di pubblicazione di risultati ottenuti. Inoltre il testo si occupa anche di accesso del pubblico, in particolare ai siti archeologici, e delle attività educative da sviluppare affinché la pubblica opinione conosca e apprezzi il valore del patrimonio archeologico. Non ultimo, la Convenzione disegna un quadro istituzionale per una cooperazione paneuropea in materia di patrimonio archeologico, il che implica uno scambio sistematico di esperienze e di esperti tra i diversi Paesi.

La ratifica della Convenzione de La Valletta sarà un potente stimolo per il futuro riordino della materia. Garantirà numerosissimi benefici in termini di miglioramento dell’azione di tutela del patrimonio archeologico e la creazione di nuovi posti di lavoro.

> Il testo della Convenzione
Il pdf con la proposta di legge