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Una questione di classe

Le femministe sono contro l’utero in affitto. Ma smettetela! Di quali femministe state parlando? Come se non esistesse un dibattito, come se alcune si potessero arrogare il diritto di parlare per tutte. Esattamente com’è stato in passato per la prostituzione. Abbiamo opinioni diverse sull’uso del corpo e del suo sfruttamento. Ci sono donne libere, che scelgono di partorire un bambino e di darlo (anche attraverso un compenso economico) ad una coppia. Coppia che nella maggior parte dei casi è eterosessuale e in percentuali più basse omosessuale. Tanto che in alcuni Paesi l’hanno regolamentata attraverso delle leggi. Certo che lo sfruttamento intorno a questo fenomeno esiste. Le donne indiane sono sfruttate in tanti ambiti e lo sono anche in questo. Ed è fantastico che ve ne accorgiate ogni volta ad uso e consumo di quello che detta l’attualità politica. Scoprite la violenza sulle donne dopo i fatti di Colonia; scoprite gli aborti clandestini e multate le donne dopo che negli ospedali ci sono solo obiettori di coscienza; scoprite il femminicidio sempre e solo dopo che ne vengono ammazzate tre nella stessa settimana. E l’elenco sarebbe lungo. Ma oggi ci volete spiegare una cosa in più. Ci volete spiegare che cosa vuol dire essere di sinistra oltre che femministe. È una questione di classe. Eh sì, è vero, è proprio una questione di classe.