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La mia interrogazione sulle presunte irregolarità nelle nomine tecniche dell’amministrazione di Nocera Terinese

 NOCERA

COSTANTINO e FRATOIANNI. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
nel 2008, in seguito a un’indagine della direzione distrettuale antimafia, viene sequestrata la casa di riposo per anziani di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, rimasta incompiuta. Le indagini avevano dimostrato la presenza di infiltrazioni mafiose nell’appalto che era stato vinto dalla ditta Ade costruzione srl;
i provvedimenti sono stati firmati dal sostituto della direzione distrettuale antimafia Gerardo Dominijanni, titolare dell’inchiesta che rappresenta una costola dell’operazione «Progresso» che vede alla sbarra presunti esponenti della cosca Giampà di Lamezia;
dagli accertamenti sarebbe emerso che all’impresa Ade costruzioni (che si aggiudicò l’appalto con un ribasso del 18 per cento su base d’asta di 983.000 euro) sequestrata a novembre del 2007, in seguito all’arresto del suo titolare, Antonio De Vito, avvenuto insieme a quello di Pasquale Giampà per una presunta tentata estorsione a un commerciante di autoricambi, anche dopo l’arresto di De Vito, sarebbe stato consentito di continuare i lavori evitando il possibile rischio di un intervento interdittivo per la certificazione antimafia dalla prefettura di Catanzaro;
molti furono i soggetti coinvolti nelle indagini, anche numerosi esponenti delle istituzioni, tra cui l’ex sindaco di Nocera Torinese e Gerardo Luciano Esposito, in qualità di dipendente dell’ufficio tecnico comunale e che è attualmente sotto processo per reati aggravati dall’articolo 7 della legge n. 203 del 1991: per aver agevolato la cosca mafiosa e per il reato di corruzione ai danni dell’amministrazione comunale di Nocera. Esposito è indagato anche per occultamento di atti pubblici e turbativa d’asta;
solo nel 2015, in seguito all’uscita di quattro consiglieri di maggioranza, e all’arrivo della commissaria dottoressa Ratundo, viene rimosso il geometra Esposito;
le elezioni del 2016 vengono vinte dall’avvocata Fernanda Gigliotti la quale, dopo alcuni mesi dalla sua elezione, reintegra Esposito, che è a tutt’oggi sotto processo per i reati sopra esposti, nominandolo capo dell’ufficio tecnico;
il gruppo di minoranza del consiglio comunale di Nocera Torinese ha, nell’ottobre del 2016, inviato una circostanziata segnalazione all’autorità nazionale anticorruzione, alla regione Calabria e alla procura della Repubblica, non solo per le numerose violazioni delle norme che regolano gli appalti, ma anche per denunciare una palese distrazione di fondi pubblici, gestiti dall’ufficio tecnico in capo a Esposito, il quale avrebbe dato incarichi a familiari, amici e parenti di membri di maggioranza del consiglio comunale nella gestione della demolizione di un «ecomostro» sito sulla costa della cittadina –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda valutare la sussistenza dei presupposti per avviare le iniziative di competenza ai sensi degli articoli 141 e seguenti del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. (4-16641)
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16641&ramo=CAMERA&leg=17
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Il Ministro Alfano si deve dimettere!

ALFNO
La prima interrogazione sul Cara di Isola Caporizzuto l’ho depositata il 9 settembre 2013; il 22 novembre 2014 ho fatto la visita ispettiva; la seconda interrogazione l’ho depositata il 5 dicembre 2014; infine il 20 ottobre 2015 chiedevo conto in commissione parlamentare antimafia.
Qui di seguito trovate tutti i link:
Visita con lasciateCIEntrare:
http://www.lasciatecientrare.it/j25/italia/news-italia/134-interrogazione-parlamentare-e-report-visita-al-cara-cie-cda-sant0anna-di-isola-capo-rizzuto
Interrogazioni:
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_01759_17
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=29052&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27
Audizione Morcone in Commissione Antimafia:
http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/24/audiz2/audizione/2015/10/20/indice_stenografico.0119.html

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La verità sul Cara di Crotone

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Ho denunciato per anni la gestione del Cara di Isola Caporizzuto, prima da giovane attivista poi da parlamentare. Ho fatto sit in davanti al Sant’Anna, ho fatto ispezioni a sorpresa, presentato interrogazioni e chiesto audizioni in antimafia.
Per una volta mi sento di dire che la politica non ha aspettato la magistratura. Troppe cose non andavano nel centro fra i più grandi d’Europa. Dalla condizione in cui versavano i migranti alla gestione economica. Dalla mancanza di trasparenza alla morte di un ragazzo.
Eppure davanti a tutte queste sollecitazioni la risposta era sempre la stessa. Il Ministro Alfano, il Prefetto Morcone hanno sempre detto che era tutto in regola. Oggi dopo un bliz anti ‘ndrangheta condotto dal Procuratore Gratteri, finalmente arrivano 68 arresti alla cosca Arena di Crotone.
Tra questi ci sono anche il capo della Misericordia di Isola Caporizzuto e il parroco dello stesso paese, la cooperativa che da sempre è stata l’unica a poter gestire il centro.
Certo, sono molto felice che sia stata svelata questa trama ma non posso non rammaricarmi del ritardo con cui si è arrivati a svelarla.
Troppe persone hanno sofferto e per una volta non nel silenzio assordante. Movimenti, comitati, giornalisti, partiti politici hanno denunciato più volte e sono rimasti inascoltati. Diciamo sempre che nella lotta alle mafie ognuno deve fare la propria parte. C’è chi l’ha fatta e c’è chi invece si è voltato più volte dall’altra parte.
Oggi tutti possiamo guardare nella stessa direzione.
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Non ho mai scritto che quegli 800 euro sono uno spreco

Grazie Titti Di Salvo per aver risposto alla mia domanda, avendo io tirato in ballo le donne del Pd, e grazie per gli auguri per la mia gravidanza.

Non intendo alimentare un botta e risposta on line sui temi che citi nel tuo articolo. Ci siamo confrontate in Parlamento: su alcuni siamo d’accordo, su altri io ci vedo delle colpevoli insufficienze da parte del Governo, su altri ancora delle vere e proprie prese in giro.

Ma stiamo all’oggetto della mia critica. Io non ho scritto che quegli 800 euro sono uno spreco. In un momento di sofferenza sociale così grande, mi guarderei bene dall’affermare che 800 euro per una mamma in difficoltà economica non sono nulla. Ho detto invece che diventano uno spreco se vengono dati a me e a chi, come me, non ne ha bisogno.

Dici bene, in Italia a differenza di altri Paesi europei, non c’è un contributo universale per le nascite. E infatti noi non siamo come la Francia, come la Germania o come la Svezia: loro hanno tutto quello che serve in termini di servizi al sostegno della genitorialità e dei bambini e, a questo, sommano anche un assegno economico.

In Italia abbiamo invece un sistema di servizi che è stato completamente smantellato e svuotato e una misura che – da sola – non regge se non il tempo di una campagna elettorale.
Quindi mi dispiace, Titti, ma quella che tu chiami polemica per me è politica.

E la maternità e la paternità in questo Paese hanno bisogno di politica.
Non tutto si può sempre derubricare ad una questione di coscienza.

Con affetto, Celeste.

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E’ sbagliato che io abbia il bonus mamma . Quei soldi li darò a chi si occupa d’infanzia

BONUS

Io rientro tra le donne incinte che da oggi possono fare richiesta per avere il bonus mamma. Infatti nonostante sia una parlamentare rientro nei criteri per accedere agli ottocento euro che il Governo ha destinato ai nuovi nascituri.
Oltre ad essere totalmente contraria alla politica dei “bonus” che non rispondono alle esigenze reali delle madri di questo Paese, questa misura ha in più l’aggravante di essere indiscriminata. Non segue nessuna logica, nessun criterio economico. Non si rivolge solo a chi ne ha bisogno in termini di reddito, ma qualsiasi madre benestante può fare richiesta ed ottenere questo “incentivo” (?).
Le donne e i bambini in Italia hanno bisogno di ben altro. Avevamo contestato aspramente la campagna comunicativa del “fertility day” della Ministra Lorenzin che attribuiva all’età delle donne la causa dell’impossibilità di fare figli e contestiamo anche questa misura che, come al solito, è frutto delle scelte di chi finge di non capire le cause reali del calo demografico nel nostro Paese. La disoccupazione femminile è ai massimi storici, la precarietà è la condizione normale per la stragrande maggioranza delle giovani coppie. Ecco perché, e le statistiche lo confermano, si aspetta così tanto per fare dei figli o si decide di non averne. Non ci sono servizi pubblici, i tagli agli enti locali perpetuati in questi anni hanno penalizzato soprattutto le donne e il welfare familiare non esiste praticamente più. La mia generazione, quella nata nei primi anni Ottanta, non ha più neanche la possibilità di poter fare affidamento sui propri genitori.
Non ci sono asili, non ci sono strutture ricreative, centri sportivi, le città non sono pensate a misura dei bambini insomma i figli se li può permettere solo una fascia sempre più ristretta di popolazione. E il Governo davanti a tutto questo che fa? Invece di capire come intervenire in maniera efficace dentro questo disastro sociale decide di sprecare soldi pubblici distribuendoli a chi come me non ne ha bisogno.
Personalmente ho deciso di destinare questi soldi in beneficenza a strutture che si occupano dell’infanzia nelle zone periferiche della città di Roma, ma sono consapevole che questo mio gesto ha un valore più simbolico che materiale. Mi piacerebbe invece che ci fossero prese di posizione politiche. Le donne del Pd come possono accettare tutto questo?
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Bambini e anziani senza luce e acqua. Come procede lo sgombero della baraccopoli di Cosenza? La mia interrogazione

baraccopoli
Interrogazione a risposta scritta 4-16340

COSTANTINO e FRATOIANNI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
da oltre 60 anni, a Cosenza, in via Reggio Calabria, sorge una baraccopoli, in cui da diverse generazioni vivono 25 famiglie rom, tutti cittadini italiani, in condizioni di gravissimo disagio;
fino ad oggi nessuna amministrazione comunale è riuscita a risolvere questo caso e anche numerosi bambini vivono nel peggiore degrado, così come gli abitanti del circondario, essendo il luogo circostante adibito quasi a discarica a cielo aperto;
il 30 marzo 2017 un intervento ufficiale delle istituzioni ha avviato un processo di smantellamento della baraccopoli tagliando l’energia elettrica e l’acqua, costringendo 15 bambini e 7 persone anziane, di cui alcune gravemente malate, a vivere senza luce e senza gas;
in seguito all’episodio, un delegato di Fondazione Romanì Italia ha presentato un esposto presso il tribunale di Cosenza per una veloce risoluzione del problema, ma ad oggi non vi è stata alcuna risposta da parte delle istituzioni;
già quattro mesi fa la Fondazione Romanì Italia aveva presentato al sindaco di Cosenza un’ipotesi di soluzione finalizzata sì a smantellare la baraccopoli, ma attraverso un processo di sviluppo e inclusione della comunità, progetto inizialmente condiviso dal comune ma che si è smentito con l’avvio dello sgombero nella totale assenza di un piano alternativo per le famiglie –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e come intendano affrontare la questione, anche alla luce dei profili di ordine pubblico, e garantire un corretto spostamento delle famiglie coinvolte e verso dove, favorendo progetti di inclusione e integrazione, in special modo a tutela dei minori che vivono nella baraccopoli di via Reggio Calabria. (4-16340)

Fonte Camera.it: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16340&ramo=CAMERA&leg=17

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Corruzione e collusioni nella gestione dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. La mia interrogazione

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Interrogazione a risposta scritta 4-16323

COSTANTINO e FRATOIANNI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
la SaCal spa è la società partecipata a capitale misto pubblico e privato che gestisce l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, aeroporto denominato di interesse nazionale e di particolare rilevanza strategica nel Consiglio dei ministri del 27 agosto 2015;
l’11 aprile 2017, l’operazione «Eumenidi», condotta a partire dal 2015 dai militari del gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme e dagli agenti della polizia di frontiera, nel locale aeroporto internazionale, coordinati dalla locale procura della Repubblica, ha condotto agli arresti domiciliari del presidente della società aeroportuale, Massimo Colosimo, del direttore generale, Pierluigi Mancuso, e della responsabile dell’ufficio legale, Ester Michienzi nonché a 12 richieste di sospensione dai pubblici uffici e 40 perquisizioni, tutte legate a vicende di gestione della SaCal, nei confronti di altrettante persone indagate nell’inchiesta, tra cui esponenti delle istituzioni, imprenditori e ufficiali pubblici;
l’indagine Eumenidi ha accertato numerosi episodi di peculato da parte della dirigenza SaCal, viaggi, pranzi e soggiorni personali in strutture di lusso, con indebita imputazione degli elevati costi al bilancio della società. Numerosi illeciti sono stati riscontrati soprattutto nella gestione del progetto, finanziato con fondi pubblici, denominato «Garanzia giovani», finalizzato all’inserimento di giovani meritevoli e con specifici prerequisiti in un tirocinio retribuito: in seguito a pressioni indebite, anche da parte di politici e dirigenti pubblici, e a interventi illeciti sulle procedure di selezione previste dal bando, sarebbero stati inseriti nel suddetto progetto soltanto amici e parenti degli indagati;
in seguito alla dichiarazione di fallimento della Sogas, nel febbraio 2017, la SoCal si era aggiudicata l’appalto di gestione provvisoria degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone;
in seguito alle disposizioni eseguite presso la dirigenza SoCal si parla di commissariamento della suddetta;
le vicende giudiziarie che hanno travolto i vertici della SaCal hanno scoperchiato un sistema malato che in questi anni ha fatto del principale scalo calabrese un terreno di spartizione di interessi opachi, un grumo di poteri politico – affaristico – clientelari gravitanti intorno al capoluogo e a poche famiglie imprenditoriali e la politica locale, pur avendo gli elementi per intervenire non lo fece, preferendo confermare fiducia ad amministratori già dalle prime indagini nell’agosto 2015 entrati nell’occhio di quello che oggi appare un vero ciclone giudiziario;
la dirigenza locale di Sinistra Italiana aveva chiesto l’azzeramento del consiglio di amministrazione a guida Colosimo dopo l’operazione «Perseo» della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che aveva coinvolto l’allora vicepresidente SaCal Gianpaolo Bevilacqua, denunciando le possibili infiltrazioni di esponenti dei clan lametini e calabresi nell’ente, poi emerse da varie inchieste della magistratura, con appartenenti a famiglie mafiose assunte all’interno dell’aeroporto, poi finiti agli arresti per fatti criminosi –:
quali iniziative di competenza intendano intraprendere i Ministri interrogati per favorire, nel territorio di cui in premessa, una progettualità non piegata a logiche di potere e interessi di parte, secondo imprescindibili criteri di etica e competenza manageriale, in particolare al fine di garantire l’immagine e lo sviluppo dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. (4-16323)

Fonte Camera.it: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16323&ramo=CAMERA&leg=17

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Licenziato perché affetto da Parkinson, la mia interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

camion
Interrogazione a risposta scritta 4-16243

COSTANTINO e FRATOIANNI. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
La Teknoservice è un’azienda che si occupa di raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani e ingombranti, spazzamento stradale e raccolte differenziate di Piossasco, in provincia di Torino;
a metà marzo 2017 il dipendente della Teknoservice, Franco Minutiello, cinquantanovenne di Cuorgné, in provincia di Torino, riceve la notifica di licenziamento in seguito alla sua comunicazione di essere affetto dal morbo di Parkinson, malattia che fino ad allora non gli aveva comunque impedito di svolgere regolarmente le sue mansioni professionali alla guida dei camion;
oltre che valutarlo «inabile al lavoro», la Teknoservice non individua un’altra possibile mansione per la ricollocazione di Minutiello, che lavora per l’azienda dal 2013;
l’operaio dichiara, dopo aver trovato una cura che sembra stabilizzarlo, «Mi stabilizzo e sono pronto a tornare al lavoro, mia unica fonte di reddito e di vita e di stimolo a non arrendermi – conferma l’uomo –. A quel punto chiamo l’azienda, comunico che sono disponibile a rientrare e che, per agevolarli, ho attivato la legge 104 per avere il part time, cioè due ore pagate dall’Inps e altre 4 dal datore di lavoro […] Da una parte mi tranquillizzano, dicendo che stanno trovando la soluzione per ricollocarmi, e dall’altra, dopo avermi mandato a visita medica interna – due ore dopo – mi inviano il telegramma per licenziarmi […] Io però continuo a guidare la mia macchina e potrei proseguire a fare il mio lavoro. Tra poco più di un anno potrei andare in pensione proprio per la mia malattia, ma mi darebbero poco più di 500 euro, non mi bastano per vivere e poi io voglio continuare a lavorare. Quella che mi è capitata è una grande ingiustizia, secondo me per la mancanza di una legge sulla salvaguardia delle categorie protette, seria ed efficace» –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se intenda assumere iniziative ispettive presso l’azienda in questione e per tutelare il lavoratore. (4-16243)

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16243&ramo=CAMERA&leg=17

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Saltano i sostegni garantiti dalle scuole agli studenti con disabilità. La mia interrogazione al Ministero dell’Istruzione e al Ministero delle Politiche Sociali

ledha
Interrogazione a risposta scritta 4-16246
COSTANTINO e FRATOIANNI.
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca . — Per
sapere – premesso che:

LEDHA, la Lega per la difesa dei diritti delle persone con disabilità, in una lettera inviata alle delegazioni lombarde di senatori e deputati inviata il 15 febbraio 2017, espone la denuncia della Federazione Lombarda delle Associazioni di Persone con disabilità rispetto al decreto legislativo n. 378 sottoposto al parere delle Commissioni Parlamentari e come abbia invocato in premessa e nelle finalità i riferimenti legislativi e i principi che hanno ispirato negli ultimi decenni le migliori esperienze di integrazione scolastica delle persone con disabilità in Italia, disattendendoli invece nel testo della norma;
nella parte iniziale dello «Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità» (378), sul quale le Commissioni VII Cultura e XII Affari Sociali hanno espresso il proprio parere nella seduta del 16 marzo 2017 e la Commissione V Bilancio ha espresso il proprio parere nella seduta del 23 marzo 2017, si legge il richiamo all’articolo 3 della Costituzione, a due leggi fondamentali (la 104 del 1992 e la 328 del 2000) e alla classificazione «ICF» dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma anche riferimenti alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, richiamandosi all’articolo 24, dedicato a Educazione e Istruzione, prendendo spunto dagli oltre quarant’anni anni di integrazione scolastica italiana: un’esperienza unica al mondo, prima vera eccellenza della nostra scuola;
all’articolo 1, che declina i principi e le finalità del decreto si legge: «l’inclusione scolastica riguarda tutti gli studenti (…), si realizza (…) attraverso la condivisione del progetto inclusivo fra scuole e famiglie (…). È impegno fondamentale di tutte le componenti della comunità scolastica (…)»;
lo schema di decreto però presenta secondo gli interroganti una serie di elementi che stravolgono e tradiscono le premesse, oltre che le aspettative di tutte le persone con disabilità, dei loro familiari e delle loro associazioni, poiché i sostegni che fino a oggi hanno garantito l’integrazione scolastica (insegnanti di sostegno, assistenti alla comunicazione, educatori, trasporti, ausili…) sono tutti confermati ma «nei limiti delle risorse disponibili» senza che venga specificato, soprattutto per le competenze attribuite agli Enti Locali (articolo 3, comma 5), quali e quante risorse saranno messe a loro disposizione per renderne effettivo l’esercizio, in pratica rendendo i sostegni all’inclusione diritti non più esigibili;
laddove già negli ultimi anni la didattica sembra assumere tratti sempre meno inclusivi, vista la scarsità delle risorse destinate alla formazione dei docenti, in base al decreto sopra citato, la continuità educativa verrebbe perciò assicurata solo da un articolo del decreto privo di risorse economiche tangibili atte ad assicurarne la sussistenza, e le decisioni saranno in capo a commissioni mediche che scorporeranno l’esito della fattibilità economica del sostegno in tre momenti in cui in nessun caso sarà riconosciuta alle famiglie possibilità di testimonianza o audizione;
secondo la Corte Costituzionale (sentenza n. 275 del 2016) «è la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione» –:
come intendano i Ministri interrogati tenere conto delle valutazioni e delle memorie delle associazioni che si occupano di disabilità, garantendo l’accesso e la piena fruibilità didattica a tutti i bambini e gli adolescenti in età scolastica al di là della loro condizione di disabilità. (4-16246)

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/16246&ramo=CAMERA&leg=17

Articolo

L’educazione sentimentale serve anche a questo.

La storia del tredicenne disabile violentato per anni da suoi coetanei è troppo grande e troppo grave per cercare delle spiegazioni e delle soluzioni semplici. Però in questi anni abbiamo individuato alcuni strumenti di prevenzione, dei tentativi per allontanare questo orrore eppure si agisce sempre dopo.
L’introduzione dell’educazione sentimentale nelle scuole fa parte di queste possibilità ma è ferma in commissione cultura e istruzione alla Camera dei deputati.
Ora leggo di sportelli antibullismo. Dopo che è avvenuta la violenza, sempre dopo. La politica ha delle responsabilità. Ho chiesto pubblicamente alla Ministra Fedeli, anche lei firmataria di una proposta di legge simile alla mia, di far approvare in fretta il testo. Non ho avuto risposta e continua il silenzio su questa vicenda.
Non è la bacchetta magica ma perché non provare a migliorare la condizione di tante e tanti? Non riesco a farmene una ragione.

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